Percorsi terapeutici

Ogni percorso è personalizzato, risponde a specifiche esigenze e consta di obiettivi chiari, condivisi e misurabili.

La Psicoterapia...

... inizia con colloqui anamnestici, durante i quali si ricostruisce la storia di vita, si formula la richiesta e si individuano gli obiettivi. Da qui nasce un piano terapeutico personalizzato.

Opera d'arte Il terapeuta di René Magritte, 1937 Opera d'arte Sulla soglia dell'eternità di Vincent van Gogh, 1890

Le fasi del percorso

Un percorso strutturato in fasi chiare per accompagnarti verso il benessere.

1. Primi colloqui

Conoscenza reciproca, ascolto della storia di vita e individuazione delle difficoltà.

2. Valutazione

Analisi approfondita della situazione attuale e definizione degli obiettivi terapeutici.

3. Intervento

Lavoro attivo, se necessario con tecniche specifiche, per raggiungere gli obiettivi condivisi e concordati.

4. Prevenzione

Rafforzamento dei risultati e prevenzione delle ricadute.

Alcune aree di intervento

Rappresentazione simbolica dei disturbi d'ansia

Disturbi d'ansia

E' una risposta naturale dell’organismo di fronte a situazioni percepite come minacciose, incerte o difficili da affrontare. Diventa però fonte di sofferenza quando è intensa, persistente o sproporzionata rispetto alla situazione, fino a interferire con la vita quotidiana, le relazioni, il lavoro, lo studio o il benessere personale.
Può manifestarsi attraverso preoccupazioni costanti, senso di allarme, tensione muscolare, difficoltà a rilassarsi, irritabilità, insonnia, difficoltà di concentrazione, tachicardia, respiro corto o sensazione di perdita di controllo.

  • Ansia generalizzata e preoccupazioni costanti
  • Fobie specifiche (altezze, spazi chiusi, animali…)
  • Ansia sociale e paura del giudizio
  • Disturbo ossessivo-compulsivo

Attraverso ristrutturazione cognitiva, esposizione graduale e tecniche di rilassamento, ti aiuto a ritrovare serenità.

Disturbo ossessivo-compulsivo

E' un disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni (DSM IV-TR 2000): le ossessioni consistono in idee, pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e/o persistenti che insorgono improvvisamente nella mente del soggetto e che vengono percepiti come intrusivi, fastidiosi e privi di senso. Le compulsioni sono definite come atti mentali (es. contare, pregare, ripetere parole) o comportamentali (es. controllare, pulire, ordinare) ripetitivi, messi in atto in risposta ad un’ossessione secondo regole precise, allo scopo di neutralizzare e/o prevenire un disagio e una situazione temuta.
Il disturbo si manifesta generalmente nella prima giovinezza: il massimo dell’incidenza si ha tra i 15 e 25 anni, con una prevalenza lifetime che oscilla intorno 2-2,5% nella popolazione generale

Rappresentazione del disturbo ossessivo-compulsivo

Disturbo di Panico

Una condizione caratterizzata da attacchi inaspettati cioè non associati ad uno stimolo situazionale, si manifestano “a ciel sereno” e ricorrenti e da una persistente preoccupazione di avere altri attacchi e/o dalle implicazioni di tali attacchi che dura da oltre un mese. Alcuni temono che gli attacchi indichino la presenza di una malattia non diagnosticata, pericolosa per la vita (per es., cardiopatia, epilessia, tumore) e nonostante i ripetuti esami medici e la rassicurazione possono rimanere impauriti e convinti di avere una malattia pericolosa per la vita.
Altri temono che gli Attacchi di Panico indichino che stanno “impazzendo” o perdendo il controllo, o che sono emotivamente deboli (APA 2000).

Rappresentazione della depressione e disturbi dell'umore

Depressione e disturbi dell'umore

La Depressione fa parte dei disturbi dell’umore e risulta piuttosto diffusa nella popolazione moderna, si calcola che il 15% delle persone abbiano riscontrato i sintomi della malattia.
I pazienti affetti da depressione clinica presentano per gran parte della giornata stati di tristezza, disperazione, oppure tendenza al pianto e perdita di speranza per il futuro.
In alcuni soggetti è presente anche la diminuzione di interesse o piacere per gran parte delle attività che prima interessavano o davano piacere, un senso di stanchezza continuo e demotivazione.
Questi sintomi possono essere accompagnati da segni fisiologici con alterazione dell’appetito, disturbi del sonno, ridotta capacità di concentrazione, memoria e attenzione.

  • Depressione maggiore e umore basso persistente
  • Perdita di interesse e motivazione
  • Disturbo bipolare (in collaborazione con psichiatria)
  • Distimia e fluttuazioni dell'umore

Attraverso attivazione comportamentale, modificazione dei pensieri negativi e strategie di coping, accompagno il percorso di recupero.

Dipendenze comportamentali

Le dipendenze comportamentali sono condizioni caratterizzate dalla difficoltà a controllare alcuni comportamenti ripetitivi, che tendono a diventare centrali nella vita della persona nonostante le conseguenze negative sul benessere psicologico, sulle relazioni, sul lavoro o sulla vita quotidiana.
Possono riguardare, ad esempio, il gioco d’azzardo, l’uso problematico di internet e dei social, lo shopping compulsivo, il lavoro, l’attività fisica o altre condotte vissute come difficili da interrompere.
In psicoterapia è possibile comprendere il significato del comportamento dipendente, riconoscere i pensieri e le emozioni che lo mantengono, sviluppare strategie di regolazione emotiva e recuperare gradualmente maggiore libertà di scelta e controllo sulla propria vita.

Rappresentazione delle dipendenze comportamentali

Disturbi alimentari

I disturbi alimentari sono condizioni psicologiche caratterizzate da un rapporto alterato con il cibo, il peso, il corpo e l’immagine corporea.
Non riguardano solo “mangiare troppo” o “mangiare poco”, ma coinvolgono pensieri, emozioni e comportamenti che possono compromettere la salute fisica, il benessere psicologico e la vita sociale della persona.
Possono manifestarsi con restrizione alimentare, abbuffate, condotte compensatorie come vomito autoindotto o uso improprio di lassativi, controllo eccessivo del peso, paura intensa di ingrassare, oppure perdita di controllo nel rapporto con il cibo.
Nel DSM-5 rientrano tra i principali disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da binge eating, pica, disturbo da ruminazione e disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo. Esistono anche forme non pienamente corrispondenti a queste categorie, ma comunque clinicamente significative.

Rappresentazione del disturbo post-traumatico da stress

Disturbo post-traumatico da stress

Il DPTS è un disturbo piuttosto pervasivo e la persona che ne soffre è totalmente assorbita nei ricordi dolorosi dell’evento traumatico o negli sforzi che compie per evitare di riviverlo. Ha difficoltà nell’esprimere e sperimentare emozioni, calo del desiderio sessuale, una perdita d’interesse per attività prima piacevoli, tanto da dare l’impressione di pensare solo a se stesso. Si sente spesso stanco, continuamente minacciato, ha scoppi d’ira improvvisi ed è costantemente nervoso. Ha sentimenti di vergogna, disperazione e colpa.
Tutto ciò spesso si ripercuote sulle relazioni interpersonali e lavorative, ostacolando o rendendo impossibile lo svolgimento di una vita normale.
Si potranno osservare ritiro sociale e frequenti conflitti coniugali fino alla rottura delle relazioni e al divorzio, dato che le persone significative e il partner in tale condizione potrebbero sentirsi trascurati, respinti o poco amati.
Allo stesso modo nell’ambito lavorativo, per effetto del quadro sintomatologico complessivo, si potranno registrare frequenti discussioni con i colleghi e i superiori e calo nel rendimento tali da condurre al licenziamento.

Terapia di coppia

Le relazioni richiedono cura e comunicazione. La terapia di coppia aiuta a ritrovare connessione e armonia.

  • Conflitti ricorrenti e incomprensioni
  • Difficoltà di comunicazione
  • Crisi di coppia e distanza emotiva
  • Problemi di fiducia e tradimenti
  • Difficoltà sessuali e di intimità

Attraverso tecniche di comunicazione efficace, gestione dei conflitti e ricostruzione dell’intimità, aiuto le coppie a rafforzare il loro legame.

Rappresentazione della terapia di coppia e relazione affettiva

Autostima e crescita personale

L’autostima riguarda il modo in cui una persona percepisce il proprio valore, le proprie capacità e il diritto di occupare uno spazio autentico nelle relazioni e nella vita quotidiana.
Quando è fragile o instabile, può portare a insicurezza, autocritica eccessiva, paura del giudizio, difficoltà nel prendere decisioni o nel riconoscere i propri bisogni.
La crescita personale è un percorso di maggiore consapevolezza di sé, delle proprie risorse, dei propri limiti e dei propri desideri.
In psicoterapia è possibile esplorare le esperienze che hanno influenzato l’immagine di sé, riconoscere i pensieri autosvalutanti, sviluppare modalità più equilibrate di rapportarsi a sé stessi e agli altri, e costruire gradualmente un senso di fiducia, autonomia e direzione personale.

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